Strumento

Autofattura elettronica per fatture estere: cos'è e come generarla

Cos'è l'autofattura elettronica

L'autofattura elettronica è il documento fiscale che un soggetto passivo IVA italiano deve emettere quando acquista beni o servizi da un fornitore non stabilito in Italia. Questo obbligo, disciplinato dall'art. 17, comma 2, del DPR 633/1972, rientra nel meccanismo del reverse charge (inversione contabile): l'IVA non viene addebitata dal fornitore estero, ma è l'acquirente italiano a integrarla e a versarla all'Erario.

Dal 1° luglio 2022, con l'abolizione dell'esterometro, tutte le autofatture devono essere trasmesse al Sistema di Interscambio (SDI) in formato XML FatturaPA, entro il quindicesimo giorno del mese successivo a quello di ricezione del documento che comprova l'operazione.

I tipi di autofattura: TD17, TD18 e TD19

Il tracciato XML della fattura elettronica prevede tre codici documento specifici per le autofatture relative ad acquisti da soggetti esteri:

  • TD17 — Integrazione/autofattura per acquisto servizi dall'estero: si utilizza quando un'impresa italiana acquista servizi (consulenze, licenze software, pubblicità digitale, abbonamenti SaaS) da un fornitore non residente, sia UE sia extra-UE. È il tipo più frequente per chi riceve fatture da Google, Meta, Amazon AWS, Adobe, OpenAI, Anthropic e altri fornitori digitali.
  • TD18 — Integrazione per acquisto di beni intracomunitari: si utilizza per acquisti di beni da fornitori stabiliti in un altro Stato membro dell'UE. L'operazione genera un movimento Intrastat e l'IVA viene contestualmente addebitata e detratta (meccanismo neutro, salvo limitazioni alla detrazione).
  • TD19 — Integrazione/autofattura per acquisto di beni art. 17, c. 2: si utilizza per acquisti di beni da fornitori extra-UE quando i beni si trovano già in Italia al momento della cessione (ad esempio, beni in deposito o in transito). Non va confuso con l'importazione doganale classica, che segue un regime diverso.

Il ruolo del tasso di cambio nell'autofattura

Quando la fattura del fornitore estero è espressa in una valuta diversa dall'euro, l'acquirente italiano deve convertire l'importo in euro per determinare la base imponibile IVA. La norma di riferimento è l'art. 13, comma 4, del DPR 633/1972: il tasso da applicare è quello pubblicato dalla Banca d'Italia nel giorno di effettuazione dell'operazione.

Se il giorno dell'operazione cade di sabato, domenica o in un giorno festivo, si utilizza il tasso del giorno lavorativo antecedente più prossimo. Il tasso è espresso come quantità di valuta estera per 1 euro: per ottenere l'importo in euro si divide l'importo in valuta per il tasso.

Ad esempio, una fattura Google Ads di 5.000 USD, con tasso EUR/USD del giorno pari a 1,0850, genera una base imponibile di 5.000 / 1,0850 = 4.608,29 €. Puoi utilizzare il nostro calcolatore IVA valuta estera per effettuare il calcolo automaticamente.

Errori comuni e come evitarli

Nella pratica, gli errori più frequenti nella generazione delle autofatture riguardano:

  • Tasso di cambio errato: utilizzare il tasso del giorno di ricezione della fattura anziché quello del giorno di effettuazione dell'operazione. La data rilevante è quella della prestazione o della consegna, non quella della fattura.
  • Tipo documento errato: confondere TD17 (servizi) con TD18 (beni intra-UE) o TD19 (beni extra-UE). La classificazione dipende dalla natura dell'operazione e dalla residenza del fornitore.
  • Termini di trasmissione: l'autofattura deve essere trasmessa al SDI entro il 15 del mese successivo. Il ritardo comporta sanzioni da 250 a 10.000 euro per singola violazione.
  • Incoerenza nelle fonti: alternare tra tassi Banca d'Italia e BCE durante lo stesso esercizio fiscale. È fondamentale scegliere una fonte e mantenerla per tutto l'anno.

Come automatizzare il processo

Partnership editoriale. Questa sezione contiene un riferimento commerciale a un partner del sito. L'inclusione non influenza l'interpretazione normativa esposta nell'articolo. Scopri come ci finanziamo →

La compilazione manuale delle autofatture è un'operazione ripetitiva e soggetta a errori, soprattutto per chi riceve regolarmente fatture in valuta estera da fornitori digitali. I passaggi manuali includono: verificare il tasso di cambio del giorno corretto, calcolare la base imponibile, compilare il tracciato XML FatturaPA con tutti i campi obbligatori, e trasmettere al SDI.

AutofatturaSprint automatizza l'intero processo:

  1. Ricevi la fattura estera (PDF via email o upload diretto)
  2. L'AI estrae automaticamente i dati (importo, valuta, data, fornitore)
  3. Il sistema applica il tasso di cambio ufficiale Banca d'Italia alla data corretta
  4. Viene generato l'XML FatturaPA conforme (TD17, TD18 o TD19)
  5. L'autofattura viene trasmessa al SDI

Il servizio è compatibile con le fatture dei principali fornitori digitali internazionali: Google, Meta, Amazon, Adobe, Microsoft, OpenAI, Anthropic e molti altri.

Domande frequenti

Quando è obbligatorio emettere un'autofattura per fatture estere?

L'autofattura è obbligatoria ogni volta che un soggetto passivo IVA italiano acquista beni o servizi da un fornitore non stabilito in Italia, ai sensi dell'art. 17, comma 2, del DPR 633/1972 (reverse charge). L'obbligo riguarda sia le operazioni intracomunitarie sia quelle extracomunitarie.

Quale tasso di cambio si usa nell'autofattura?

Si utilizza il tasso di cambio pubblicato dalla Banca d'Italia (o dalla BCE) relativo al giorno di effettuazione dell'operazione. Se l'operazione cade in un giorno festivo, si usa il tasso del giorno lavorativo antecedente più prossimo.

Qual è la differenza tra TD17, TD18 e TD19?

TD17 si usa per acquisti di servizi da soggetti esteri; TD18 per acquisti intracomunitari di beni; TD19 per acquisti di beni da soggetti extra-UE (importazioni indirette ai sensi dell'art. 17, comma 2).