Convertitore storico Banca d'Italia
Inserisci importo, valuta e data: calcoli subito il controvalore in euro o in valuta estera al cambio ufficiale Banca d'Italia di qualsiasi giorno dal 4 gennaio 1999 a oggi. Gratis e senza registrazione, con i tassi che fanno fede per quadro RW, fatture in valuta, dichiarazione dei redditi, revisioni e perizie.
Quando serve il cambio storico
Il cambio storico ufficiale Banca d'Italia è il riferimento da utilizzare ogni volta che occorre convertire in euro un importo in valuta estera relativo a una data passata. Le situazioni più frequenti sono:
- Quadro RW: per il valore iniziale (al 1° gennaio dell'anno) e finale (al 31 dicembre) di attività detenute all'estero, si applicano i cambi medi mensili oppure il cambio del giorno di riferimento. Vedi la guida al quadro RW.
- Dichiarazione redditi esteri: dividendi, interessi, plusvalenze e canoni percepiti in valuta vanno convertiti al cambio del giorno di percezione del reddito. Approfondimento sulla conversione dei redditi esteri.
- Note di credito su anni passati: quando si emette una nota di variazione su una fattura di un anno precedente, il cambio resta quello della data della nota, non quello dell'operazione originaria.
- Successioni e divisioni patrimoniali: la valutazione di portafogli, conti esteri o crediti in valuta richiede il cambio della data di apertura della successione (art. 14 D.Lgs. 346/1990).
- Revisione contabile e perizia: il cambio storico è il riferimento neutrale per ricostruire valori in euro a una data certa.
Riferimenti normativi
- Art. 9 co. 2 del TUIR (DPR 917/1986) — conversione dei valori in valuta estera al cambio del giorno dell'operazione.
- Art. 13 co. 4 del DPR 633/1972 — criterio di conversione ai fini IVA.
- Art. 110 co. 9 del TUIR — uso del cambio medio mensile per il reddito d'impresa, in alternativa al cambio del giorno.
- Provvedimenti mensili del Direttore dell'Agenzia delle Entrate — pubblicazione dei cambi medi mensili.
Domande frequenti
A cosa serve il cambio storico?
Il cambio storico ufficiale Banca d'Italia serve a determinare il controvalore in euro di importi in valuta estera relativi a operazioni del passato. Casi tipici: compilazione del quadro RW per attività detenute all'estero, dichiarazione di redditi esteri percepiti in anni precedenti, ricostruzioni contabili e revisioni, perizie estimative, liquidazioni successorie con valori in valuta. Il riferimento normativo è l'art. 9 co. 2 del TUIR, che impone l'uso del cambio del giorno dell'operazione.
Da quale data sono disponibili i cambi storici?
La Banca d'Italia pubblica le rilevazioni in euro a partire dal 4 gennaio 1999, data di entrata in funzione dell'euro come valuta scritturale. Per date precedenti i cambi vanno espressi in lire italiane (1 EUR = 1.936,27 ITL).
Cosa succede se la data scelta è un giorno festivo?
Se la data richiesta cade in un giorno festivo o in un giorno in cui Banca d'Italia non ha pubblicato il fixing, il convertitore restituisce automaticamente il tasso del primo giorno lavorativo antecedente, conformemente alla prassi fiscale e all'art. 13 co. 4 del DPR 633/1972.
Il cambio storico è valido ai fini fiscali?
Sì. Le rilevazioni Banca d'Italia archiviate sono i tassi di riferimento ufficiali utilizzabili in dichiarazione dei redditi, in fattura elettronica con effetti pregressi, in note di credito relative ad anni passati e in ogni operazione che richieda la conversione di importi storici in valuta estera ai sensi dell'art. 9 co. 2 e dell'art. 110 co. 9 del TUIR.